“PADRONE DOVE SEI”, “MEGREZ”, “LA NOTTE SALVA”, “LA PELLE DEL TEMPO”

Nel pomeriggio di giovedì 28 novembre il Torino Film Festival ha presentato, nella sua sezione più sperimentale e ardita,  un blocco di quattro film di autori italiani, rispettivamente Carlo Michele Schirinzi, Mauro Santini, Giuseppe Boccassini e Salvo Cuccia. Sperimentazione è proprio la parola d’ordine necessaria per capire le scelte che hanno portato i selezionatori ad inserire queste opere nel festival, opere difficili e metaforiche che provocano apertamente l’osservatore con l’obbiettivo di ottenere una reazione, sia essa un’attivazione del pensiero critico o una fuga dalla sala.

Immagine di una statua di Bernini in “Padrone dove sei”

Ad aprire il blocco è Padrone dove sei, il più lungo dei quattro film. In quasi novanta minuti vorrebbe essere una riflessione sulla masturbazione e sull’atto masturbatorio, sulla condizione di voyeur dello spettatore ma anche una riflessione sulla morte. C’è tanta, troppa, carne sul fuoco. Alle lunghe scene di esterni torinesi, in cui si aggirano anonime figure maschili, si alternano fotografie delle opere di Bernini, umide immagini di masturbazione femminile, immagini dell’anziana madre del regista in un letto d’ospedale e varie citazioni poetiche. La riflessione su questa pratica vissuta intimamente e spesso con imbarazzo e l’accostamento delle immagini di autoerotismo a quelle delle sensuali statue di Bernini attivano un cortocircuito critico molto interessante e particolare, ma si ha l’impressione che questa riflessione si esaurisca dopo i primi quindici/venti minuti di pellicola e la restante lunghezza del film, che a tratti sembra arrancare tra una sequenza e l’altra, sia un’aperta sfida allo spettatore. Come la masturbazione è l’atto di donarsi piacere da soli, quindi un atto intimo e personale, anche questo film sembra più destinato al regista stesso che ad altre persone, quasi una lunga sequenza di “videomasturbazione”.

La città di Roma in “Megrez”

Megrez è il quarto video appartenente al progetto artistico Vaghe stelle di Mauro Santini, una delicata visione della città di Roma di notte. Attraverso il tram, per le strade fino alle riprese aeree, quasi una sinfonia metropolitana che accosta la città ad un magnifico cielo stellato.

Un immagine da “La notte salva”

Il video che più di tutti ha colpito il mio interesse personale è probabilmente il terzo, La notte salva di Giuseppe Boccassini. Una visione scomoda, difficile, apertamente violenta nei confronti dello spettatore, quasi sottoposto a una “prova” di visione. L’opera è caratterizzata da un susseguirsi di disturbanti immagini scientifiche, dettagli estremamente ravvicinati di insetti predatori, ragni, centopiedi, serpenti che si avvolgono attorno alla preda o, ancora, molluschi che si contorcono sullo schermo. Immagini certamente forti, ma il cui senso di orrore viene amplificato dalla sperimentazione sonora, caratterizzata da toni acuti e rumori indistinti “sparati” contro lo spettatore ad un livello altissimo.

Una rielaborazione grafica da “La pelle del tempo”

A chiudere il blocco Onde è La pelle del tempo, un elegante video di montaggio fatto con i restauri delle pellicole pornografiche del cinema di famiglia del regista Salvo Cuccia. Accompagnato da una splendida sonorizzazione, il film è costituito da una rielaborazione grafica delle varie sequenze, che con graffi e trasparenze si trasformano nella pelle del corpo degli attori in scena, creando delle visioni grafiche che ricordano dei mosaici in movimento.

Tana Gianluca

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