Laura Mulvey, a proposito del cinema classico, scrive che le donne sono «connotate dall’essere oggetto dello sguardo». In I Love Paris, è proprio una donna a costituire l’oggetto principale dello sguardo, innanzitutto quello dell’operatore che la filma e, attraverso il suo obiettivo, quello dello spettatore che assiste al filmato. Attraverso lo stile mockumentary, Nicky Murphy mette in scena le vicende di Paris, una giovane e ambiziosa musicista che, nella sua scalata al successo, è ostacolata da un’imprevista trasformazione in vampiro. Il regista lascia sapientemente che la storia si costruisca quasi da sé, affidandola in larga parte agli attori e aprendosi alla spontaneità degli eventi. Ne emerge una visione fresca del vampirismo, sospesa tra la fantasia parodica delle leggende vampiresche classiche e la seria realtà della morte e della violenza di cui i vampiri sono responsabili.
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“KOROSHIYA ICHI – ICHI THE KILLER” DI TAKASHI MIIKE
Le apparenze non ingannano davvero: distolgono solo momentaneamente dalle rivelazioni che albergano inconsce nella mente di chi guarda. A dimostrazione della “beffa” orchestrata da Takashi Miike, il primo piano di Tadanobu Asano, che campeggia nei poster promozionali di Ichi the Killer, non rappresenta Ichi il protagonista nominale del titolo (interpetrato da Nao Omori), ma Kakihara – sadico yakuza e violento braccio destro del boss Anjo e protagonista de facto. Questo dettaglio rivela la natura ambigua e doppia – sia narrativa sia estetica – di un racconto che muta forma nel dispiegare le sue rivelazioni, già chiare a partire dalla premessa. L’inizio in medias res travolge per la sua limpida esposizione, pur tuttavia celando continui dubbi che interrogano i personaggi e di conseguenza lo spettatore.
Continua la lettura di “KOROSHIYA ICHI – ICHI THE KILLER” DI TAKASHI MIIKE“BLACK ZOMBIE” DI MAYA ANNIK BEDWARD
Paradossalmente, Black Zombie non è un film sugli zombie. O, meglio, non è la storia che tanti amanti dell’horror conoscono e si aspetterebbero. Se a partire da La notte dei morti viventi (1968) di Romero la figura dello zombie inizia a simboleggiare l’alienazione nella società capitalista e consumista americana, nel documentario di Maya Annik Bedward – presentato al TOHorror 2026 – la tradizione degli zombie movies hollywoodiani viene condannata.
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«L’Italia è un paese di musichette mentre fuori c’è la morte»: così recita l’intro di Mai dire mai (la locura), brano portato da Willie Peyote al Festival di Sanremo 2021. In piena emergenza pandemica, quella frase, tratta dalla serie Boris, suonava più attuale che mai. L’episodio viene raccontato in Willie Peyote – Elegia sabauda, documentario diretto da Enrico Bisi, che ripercorre in maniera non convenzionale le vicissitudini artistiche e personali del rapper torinese.
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Article by: Martina Oliva
Translation by: Carolina de Joannon and Paola Pesenti
Filmed in 65mm, Black Ox by Tetsuichiro Tsuta is inspired by the Zen tradition’s Ten Ox-Herding (or Ten Bulls) images. From the first one (“In Search of the Bull”) to the last (“Return to Society”), the film stages the different steps of the spiritual path toward Buddhist enlightenment.
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Girato in pellicola 65 mm, Black Ox di Tetsuichiro Tsuta è un’opera che si ispira alle dieci icone del mandriano (o del bufalo) della tradizione Zen. Dalla prima (“La ricerca del bufalo”)
all’ultima (“Il ritorno alla sorgente”), il film mette in scena le diverse tappe del percorso spirituale verso l’illuminazione buddista.
“ERUPCJA” BY PETE OHS (ENG)
Article by: Mirko Serra
Translated by: Carlotta Anna Antonacci
With Erupcja, a bohemian portrait of Warsaw in four-thirds format, Pete Ohs returns to an authorial register after exploring various genres.
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Con Erupcja, ritratto bohémien di Varsavia in formato quattro terzi, Pete Ohs ritorna a un registro autoriale dopo diversi percorsi di genere.
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Article by Beatrice Bertino
Translation by Chiara Ventura
Not all stories end up being what the author had imagined. This is what happened to Otso Tiainen, a Finnish director dealing with his first documentary. The story he intended to tell about arcane rites and forms of worship ended up reporting recent news events related to domestic abuses that emerged during filming.
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Non tutte le storie finiscono come l’autore aveva immaginato. Nel caso di
Otso Tiainen, regista finlandese al suo primo documentario, una storia che avrebbe dovuto narrare di arcani riti e culti si trova a dover render conto dei recenti fatti di cronaca legati ad abusi domestici, emersi durante le riprese.
“LA MISTERIOSA MIRADA DEL FLAMENCO” BY DIEGO CÉSPEDES (ENG)
Article by Ludovico Franco
Translation by Patrick Zaffalon
In 1982, a mysterious disease strikes the inhabitants of a remote Chilean village. The “plague”, as they call it, seems to stem from one of human beings’ primal impulses: the scopic drive. This killer gaze is not that of some petrifying Gorgon, nor that of the mechanical eye of a cinematographer who’s filming, trying to capture death. The deadly mirada (“gaze” in Spanish) is that of a Medusa whose snakes are replaced with eccentric jewelry and colorful sequins.
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Nel 1982, un contagio colpisce gli abitanti di uno sperduto villaggio cileno. La “peste”, così la chiamano tutti, pare sia causata da una delle pulsioni primarie dell’essere umano: la spinta al guardare. Lo sguardo che uccide però non appartiene a una Gorgone pietrificante, né a un cineoperatore il cui occhio meccanico cattura la morte sulla pellicola. La mirada (“sguardo” in spagnolo) mortale è di una Medusa che non ha serpenti ma gioielli camp e lustrini colorati.
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Article by Vittorio Barbieri
Translation by Giulia Zanotto
In November 1945, an ambitious psychiatrist (Rami Malek) is in charge of drawing up the psychological profiles of the Nazi leaders who are detained by the Allies, among whom the disturbing Hermann Göring (Russell Crowe) is included. While trying to understand the prisoners’ motives and defense strategies, Judge Robert Jackson (Michael Shannon) fights to establish an international court that will guarantee impartial justice even for the perpetrators of World War II.
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Nel novembre 1945, un ambizioso psichiatra (Rami Malek) è incaricato di stilare il profilo psicologico dei leader nazisti detenuti dagli Alleati, tra cui c’è anche l’inquietante Hermann Göring (Russell Crowe). Mentre cerca di comprendere motivazioni e strategie difensive dei prigionieri, il giudice Robert Jackson (Michael Shannon) si batte per istituire un tribunale internazionale che garantisca una giustizia imparziale anche per i carnefici del secondo conflitto mondiale.
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Article by Elisabetta Pala
Translation by Valeria Marconi
Presented at the 43rd TFF in the “Zibaldone” section, Peter Marcias’ Quasi Grazia is a film adaptation of the homonym theatrical novel written by Marcello Fois and played by Michela Murgia. It was made in order to investigate the person beyond the writer, starting from the title itself which took inspiration from Cosima, Quasi Grazia, the posthumous autobiography by Grazia Deledda. The figure of the author, narrated through three previously unknown moments of her life, is brought to the screen thanks to the performance of Irene Maiorino, Laura Morante and Ivana Monti.
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Presentato al 43° TFF nella sezione “Zibaldone”, Quasi Grazia di Peter Marcias – adattamento dell’omonimo romanzo teatrale scritto da Marcello Fois e recitato da Michela Murgia – nasce dall’esigenza di indagare la persona oltre la scrittrice. A partire dal titolo, che prende ispirazione dall’autobiografia postuma di Grazia Deledda, Cosima, quasi Grazia. Raccontata attraverso tre momenti inediti della sua vita, la figura della scrittrice prende forma sullo schermo grazie all’interpretazione di Irene Maiorino, Laura Morante e Ivana Monti.
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Article by Greta Maria Sorani
Translation by Giacomo Patterlini
“A systematic destruction of a population, a lineage, a race or a religious community”. This is the definition of the word “genocide”, a term that today is more relevant than ever and which, since 7 October 2023, seems to have become a taboo. The documentary The Encampments, directed by Kei Pritsker and Michael T. Workman, shows the ultimate consequences of this expressive repression within American universities.
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“Sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, una razza o una comunità religiosa” questa la definizione della parola genocidio, termine quanto mai attuale che dal 7 ottobre 2023 sembra essere diventato tabu. Il documentario The Encampments – Gli accampamenti diretto da Kei Pritsker e Michael T. Workman mostra le massime conseguenze di questa repressione espressiva nelle università americane.
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Article by Elena Sartore
Translation by Virginia Milazzo
An old man is sitting in his studio, reading a periodical: news from the Middle East. He comments on them, visibly in distress, then surrenders himself to something merrier: music. He’s Emilio Jona, 98 years old, a member of the Italian folk band “Cantacronache”, to whom Stefano Di Polito dedicated his documentary Nel blu dipinti di rosso, presented to the 43rd edition of the Torino Film Festival.
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Un uomo anziano legge il giornale nel suo studio: notizie dal Medioriente. Le commenta, si arrovella un poco per poi arrendersi a qualcosa di più allegro, ovvero la musica. Lui è Emilio Jona, 98 anni, uno dei membri dei Cantacronache, cui è dedicato il documentario Nel blu dipinti di rosso di Stefano Di Polito, presentato alla 43° edizione del Torino Film Festival.
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