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“DYLDA” DI KANTEMIR BALAGOV

Ila, Ija: è solo una lettera a differenziare i nomi delle protagoniste dei due film realizzati dal regista Kantemir Balagov. I nomi di due donne separate da più di cinquant’anni di storia, e che eppure sono legate: da un lato, Ila – protagonista di Tesnota– la ragazza ebrea che si atteggia da maschiaccio e lavora come meccanico; dall’altro, Ija, o Dylda (=“giraffa”), come la chiamano tutti, l’altissima infermiera che viene colta da improvvise crisi epilettiche che la isolano totalmente dal mondo circostante. Due donne, dunque, che vivono all’insegna della diversità, ma che vivono anche due diversi momenti della storia della Russia: da un lato, quello dell’entrata in guerra del Paese contro la Cecenia, che è dove troviamo Ila; dall’altro, quello dell’inverno del 1945 a Leningrado, dove invece c’è Ija. Da un lato la crisi del colosso sovietico e, dall’altro, la sua nascita. E, in mezzo allo spettro, due donne chiamate ad affrontare la sfida della maternità.

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“DYLDA” BY KANTEMIR BALAGOV

Article by: Alessandro Pomati
Translated by: Selene Novaro Mascarello

Ila, Ija: the names of the protagonists of two of director Kantemir Balagov’s films are separated only by one letter. Two women divided by fifty years of history and yet somehow connected: on the one hand, Ila, the protagonist of Tesnota, a young Jewish woman who acts like a tomboy and works as a mechanic; on the other hand, Ija, or Dylda (“beanpole”), as everyone calls her, a slender nurse who suffers from sudden epileptic seizures which completely isolate her from the real world. Two women whose lives are similarly marked by diversity, in spite of their living during two different periods of the history of Russia: for Ila, the start of the war between Russia and Chechnya; as for Ija, winter 1945 in Leningrad. On the one hand, the crumbling of the Soviet Union, on the other hand, its origins. And, at the two opposite ends of the spectrum, two women grappling with motherhood.

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“TESNOTA – CLOSENESS” by KANTEMIR BALAGOV

Versione inglese a cura del Master in Traduzione per il Cinema, la Televisione e l’Editoria Multimediale

Article by: Ottavia Isaia

Translation by: Cristina Di Bona

In his first feature film, presented at the Turin Film Festival in the section Festa Mobile, Balagov tells, in some of its aspects, an autobiographical story, opened and closed by the signs that introduce the film. Nalchik, a little village in the Northern Caucasus, 1988: the life of a quiet Jewish family changes when the David (Veniamin Kats) and his girlfriend Lea are kidnapped. A high price is requested for ransom. This film wonders what a family would decide to sacrifice to save one of its members.

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“TESNOTA – CLOSENESS” di KANTEMIR BALAGOV

Al suo esordio con un lungometraggio, presentato al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile, Kantemir Balagov sceglie di raccontare una storia a tratti autobiografica, aperta e chiusa da cartelli con cui si presenta ed introduce il film: 1998, siamo nel paesino di Nalchik, nel nord del Caucaso, dove la vita tranquilla di una famiglia ebrea viene sconvolta quando il figlio David (Veniamin Kats) e la fidanzata Lea vengono rapiti. Il riscatto richiesto è molto alto, e il film si interroga su cosa una famiglia possa decidere di sacrificare per il bene di uno dei componenti.

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