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“BAD POEMS” DI GÁBOR REISZ

Quando Tamàs (Gábor Reisz) viene lasciato da Anna non riesce a farsene una ragione. Vaga per Parigi, torna a casa, a Budapest, ma non vuole parlarne con nessuno. Intorno a lui la vita scorre, la gente trova lavoro, fa figli, parla di politica; nessuno è in grado di capirlo, non davvero. Il suo dolore non è di nessun altro; tutto il resto non ha importanza, è come un film muto che va avanti senza di lui, come se Anna si fosse presa anche la sua vita, anche i ricordi di ciò che sono stati. Tamàs si sente perso, e forse ha davvero perso se stesso, come a tutti capita quando la fine di una storia ci piomba addosso inaspettata. Continua la lettura di “BAD POEMS” DI GÁBOR REISZ

“BAD POEMS” BY GÁBOR REISZ

Article by: Cristina Danini

Translation by: Alice Marchi

As Tamàs (Gábor Reisz) is left by Anna, he doesn’t seem able to accept it. He wanders around Paris and comes back to his hometown Budapest, but he doesn’t want to talk to anybody about it. Life around him goes on, people find jobs, have children and talk about politics, but no one seems to understand him, not for real. His pain is just his, and no one else’s. Tamàs feels trapped in a mute movie where everyone passes him by, as if Anna had taken his life and his happy memories away from him. Tamàs is lost and, maybe, he really did lost himself, like it always happens when the end of a love-story hits us unexpectedly. Continua la lettura di “BAD POEMS” BY GÁBOR REISZ

“For Some Inexplicable Reason” di Gábor Reisz

 

La commedia ungherese che non ti aspetti

Aron (Áron Szentesi), ventinovenne di Budapest, è il protagonista di For Some Inexplicable Reason, lungometraggio d’esordio del regista ungherese Gàbor Reisz, in concorso al 32°TFF.

Il giovane, neolaureato in cinema, non ha un lavoro e non sembra nemmeno troppo interessato a trovarne uno. Anzi, trascorre le giornate a struggersi per una recente storia d’amore miseramente fallita  e a fantasticare di morire così, accasciandosi improvvisamente sul ciglio della strada, sull’autobus, nei luoghi e nelle situazioni più impensabili. Ha due genitori forse troppo oppressivi (ma non senza ragione) e un gruppo di amici fedelissimi con cui condivide grandi bevute, tutti con una carriera o con dei figli.

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