“Operation Avalanche” di Matt Johnson

Operation Avalanche si apre come un mockumentary in found footage ad ampie tinte comiche, per poi mutare rapidamente in un thriller molto coinvolgente. È proprio questa mescolanza di generi a rendere il film interessante, nonché ricco di colpi di scena.

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“Non essere cattivo” di Claudio Caligari

1995, Ostia. Vittorio e Cesare sono più che amici, sono “fratelli”, cresciuti insieme nella stessa periferia e compagni di una vita che non li soddisfa, fatta di spaccio, cocaina, notti in discoteca, donne facili e con la voglia di affermarsi in un mondo che li ha abbandonati. Le loro strade a un certo punto si separano, ma certi legami non si possono rompere, nel bene e soprattutto nel male.

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“Mio cugino è il Sindaco di New York” di Vincenzo Lerose

Mio cugino è il sindaco di New York è un interessante documentario di Vincenzo Lerose presentato in anteprima nazionale nella sezione Panoramica Doc del Glocal movie Piemonte FilmFestival. Con ironia e autocritica ci mostra un paese di cinquemila anime che può vantare l’origine del ceppo famigliare del Sindaco di New York.

Grassano è un paese in provincia di Matera, luogo originario della famiglia del regista in cui questo si reca d’estate a salutare i parenti.  Un paesino da favola, arroccato su un pendio. Vi sono tutti gli aspetti del “bel paese” che noi tutti amiamo: i bambini giocano nella piazza principale tirando pallonate alla Panda parcheggiata della Polizia Municipale, le nonnine vanno a messa la domenica e si fermano a chiacchierare davanti alla chiesa rigorosamente all’ombra. Ma dove sono finiti i giovani? Tutti immigrati al Nord per studiare nelle grandi università. Molti vorrebbero tornare perché sentono la mancanza di Grassano, ma il paese non offre nulla.

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“Amore tossico” di Claudio Caligari

La routine quotidiana di un gruppo di giovani tossicodipendenti romani, tra Ostia e Roma, tra “spade” e furtarelli per procurarsi la dose quotidiana. Tra periferie degradate e monotonia, si snodano le vicende di Cesare, Michela e dei loro amici, personaggi quasi macchiettistici, ormai perduti completamente nel tunnel della droga.

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Premiazioni Piemonte Movie 2016

And the winners are…

Calati nell’atmosfera suggestiva del cinema Classico, i direttori artistici Alessandro Gaido e Gabriele Diverio hanno annunciato i vincitori della quindicesima edizione del Piemonte Movie gLocal Film Festival che, a loro dire, è alla sua edizione migliore sia per il programma, sia per l’alta qualità dei lavori iscritti rispetto alla media degli anni precedenti.

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“When We Talk About KGB” di Maximilian Dejoie e Virginija Vareikytè

Presentato nella sezione Panoramica Doc del Piemonte Movie gLocal Film Festival, When We Talk About KGB  è un documentario di Maximilian Dejoie e Virginija Vareikytè che racconta, tramite l’utilizzo di testimonianze e ricostruzioni storiche, cosa accadde a Vilnius, in Lituania, durante l’epoca dell’Unione Sovietica, quando operava il Komitet Gosudarstvennoj Bezopasnosti, meglio noto come KGB.

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Cinque cortometraggi – TFF 2016

Quando il fato non si accontenta

Il filo che lega i cinque lavori artistici di Spazio Piemonte 3, potrebbe essere quello sottile ed ineluttabile (ma non troppo) del fato.

LA NOTTE DI LORENZO di Claudio Flamia
“La notte di Lorenzo” di Claudio Flamia

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“Belli di papà” di Guido Chiesa

Milano. Un padre, scontento dell’educazione che ha impartito ai figli, decide di privarli di tutti i benefici che la sua fiorente azienda aveva loro concesso. Li conduce nella sua città natale, Taranto, e dopo aver finto un infarto, li obbliga a trovare un lavoro per mantenerlo. Un classico esempio di amore paterno.

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“L’equilibrio del cucchiaino” (“Spoon ballacing”) di Adriano Sforzi

Chi è solito guardare molti film, il cosiddetto cinefilo, impara ben presto che non ha alcun senso classificare i film in “belli” e “brutti”. Per quelli poi che non considerano l’arte come qualcosa di logico, un film è riuscito quando trasmette emozioni. Personalmente, essendo una persona pragmatica dal cuore tenero, ricerco proprio questo, tanto più da un documentario.

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“Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa

Lavorare con lentezza è un film del 2004 di Guido Chiesa, da lui stesso sceneggiato assieme al collettivo “Wu Ming” (divenuto celebre per il romanzo Q).  Il film è stato presentato al Piemonte Glocal Movie Film Festival nella sezione che omaggia i lavori del regista torinese.

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Guido Chiesa incontra gli studenti del DAMS

Guido Chiesa è stato ospite del Dams per un pomeriggio: una chiacchierata cinematografica ha permesso ai ragazzi di confrontarsi con il regista piemontese. Continua la lettura di Guido Chiesa incontra gli studenti del DAMS →

Otto cortometraggi di Spazio Piemonte 1

Trentuno i corti selezionati per la sezione Spazio Piemonte, la categoria del Piemonte Movie gLocal Film Festival dedicata alle opere prime di giovani registi emergenti. Nella prima tranche, otto cortometraggi del genere più disparato.

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“Nicu” di Riccardo Bianco e Maurizio Fedele

a collaborazione tra Riccardo Bianco, filmmaker e documentarista torinese, e Maurizio Fedele, operatore e montatore di documentari e progetti di fiction, ci regala Nicu.

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“L’odore della notte” di Claudio Caligari

L’odore della notte è il secondo lungometraggio dopo Amore tossico, di Claudio Caligari,  scomparso prematuramente. E’ stato presentato fuori concorso alla 46° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1989 e ora presentato come omaggio alla carriera del regista al Piemonte Movie gLocal Film Festival.

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“Su campi avversi” di Andrea Fenoglio e Matteo Tortone

ella lingua italiana il termine “campo” può significare molte cose. In primo luogo, sta ad indicare uno spazio limitato di terreno destinato alla coltivazione. Quello spazio che Martino Giletta, contadino di Saluzzo, si è visto espropriare dallo Stato allo scopo di accogliervi i numerosi stranieri in cerca di lavoro come raccoglitori nei frutteti della regione. Ecco il secondo luogo di significazione: campo di tende. Naturalmente il produttore e regista del documentario Su campi avversi Andrea Fenoglio – al suo primo lungometraggio, realizzato in collaborazione con Matteo Tortone – ha potuto trovare questa drammatica testimonianza partendo proprio dai migranti stagionali di origine subsahariana presenti sul territorio.

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Serata d’apertura 2016

 

divini evangelisti e greco i registi
Fabrizio Dividi, Vincenzo Greco e Marta Evangelisti, registi di “Venanzio Revolt: i miei primi 80 anni di cinema”

Mercoledì 9 marzo 2016 prende il via la quindicesima edizione del PiemonteMovie gLocal Festival, con in apertura Venanzio Revolt: i miei primi 80 anni di cinema, un documentario diretto da Fabrizio Dividi, Marta Evangelisti, Vincenzo Greco e dedicato a Lorenzo Ventavoli, una figura di spicco nel panorama cinematografico italiano, purtroppo assente in sala per motivi di salute.  Al suo posto il figlio Bruno ringrazia per il lavoro svolto. L’influenza non  ha precluso a Lorenzo Ventavoli le vie telematiche. Infatti, in una telefonata in vivavoce ricorda all’amico Steve Della Casa: ” Qualche volta, oltre che dei Sottodiciotto, preoccupiamoci anche dei ‘Sovraottanta’”.

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“Bridge of Spies” (“Il ponte delle spie”) di Steven Spielberg

1957, Brooklyn. Rudolph Abel (Mark Rylance) è un mansueto pittore. Una mattina viene arrestato dall’FBI con l’accusa di spionaggio per conto dei Sovietici. Della sua difesa viene incaricato James B. Donovan (un sontuoso Tom Hanks), noto avvocato che si attira le antipatie di un’opinione pubblica e una giustizia prevenute e non imparziali nei confronti di Abel. Ma le tensioni della Guerra Fredda sono incombenti (lo studente Pryor è arrestato a Berlino; il pilota americano Gary Powers alla guida di un aereo-spia viene abbattuto e catturato in Unione Sovietica) e costringono Donovan al difficile compito di mediatore in una Berlino in cui i muri, non solo ideologici, si stanno innalzando. Continua la lettura di “Bridge of Spies” (“Il ponte delle spie”) di Steven Spielberg →

Intervista a Samuele Sestieri e Olmo Amato, registi de “I racconti dell’orso”

Gli studenti del Dams Cinema guardano ai film in concorso al Torino Film Festival con passione, critica ed ammirazione. Romanticamente sperano di essere lì, un giorno, a presentare una loro opera.Samuele Sestieri ha un passato come critico cinematografico e Olmo Amato come regista di cortometraggi; la loro giovane età e il fatto di essere in concorso con la loro opera prima, ci dà fiducia e speranza.

I racconti dell'orso - film

Li abbiamo incontrati ed intervistati per cercare di capire le difficoltà che giovani cineasti possono incontrare nella realizzazione del loro primo lungometraggio.

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“Prima che la vita cambi noi” di Felice Pesoli – Incontro con gli studenti DAMS

Milano, fine anni Sessanta. Umberto è un adolescente che decide di farsi crescere i capelli, i professori lo guardano storto e puntandogli l’indice in fronte gli suggeriscono di tagliarli. Un gruppo di suoi compagni di classe lo chiude in bagno, minacciando i suoi ciuffi con un paio di forbici da barbiere. Lui urla, si dimena e dopo pochi minuti gli amici fricchettoni scardinano la porta, entrano ed è subito rissa. Secondo Felice Pesoli tutto è cominciato lì, da una banda di capelloni che ha deciso, senza troppa coscienza politica, di minare quell’ideale conservatore di mascolinità che i genitori avevano ben ereditato dai loro padri, quarant’anni prima.

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Premio Cipputi alla carriera a Francesca Comencini

A vent’anni dalla sua nascita il premio Cipputi viene assegnato a Francesca Comencini, unica cineasta ad aver avuto per due volte questo onore, nel 2007 per il film In fabbrica e quest’anno come riconoscimento per la sua carriera.

La regista è particolarmente legata a questo premio, anche perché sotto la direzione di Gianni Amelio aveva fatto parte in passato della giuria dello stesso. Afferma che è molto legata a In fabbrica e si rifiuta di incasellarlo all’interno di un genere ben definito. L’intento della Comencini non è infatti quello di fare film sul tema del lavoro, ma quello di “raccontare” le persone: “film contemporanei esposti in modo familiare”, specchi delle vite degli altri. Il lavoro è solo uno dei ounti di vista possibili per raccontare gli esseri umani ai giorni nostri.

Cita l’esempio di Mobbing – Mi piace lavorare, film che tratta il tema spinoso delle donne all’interno di un mondo del lavoro maschilista. Francesca Comencini si lamenta della scarsa presenza di registe e di personaggi femminili che non siano subalterni a quelli maschili nei film italiani; riscontra ad esempio un’insopportabile retorica nella visione maschile di temi come la maternità. La sua personale visione collettivistica tutta al femminile e le sue convinzioni politiche condizionano ovviamente il suo modo di lavorare .

Un giornalista chiede cosa pensi la Comencini della serie televisiva Gomorra di cui ha scritto due episodi nella prima stagione e prevede di firmarne tre nella seconda. Ammette di essere “elettrizzata” per questo lavoro e di essere pronta a far valere il suo punto di vista femminile nella serie. Per l’episodio 7, da lei scritto, rivela di essersi ispirata ai suoi documentari sul lavoro al fine di rendere verosimile l’organizzazione criminale dello spaccio: anche lì sono necessarie regole e orari ferrei.

Tra i progetti futuri di Francesca Comencini c’è la collaborazione con il progetto Fandango intitolato Nella battaglia: un film sulla lotta sentimentale tra uomo e donna, fuori da un ordine patriarcale precostituito, alla ricerca di una parità di ruoli che mantenga le caratteristiche di genere.

Il magazine delle studentesse e degli studenti del Dams/Cam di Torino