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“THE LAST HILLBILLY” BY DIANE SARA BOUZGARROU AND THOMAS JENKOE

Article by Roberto Guida

Translated by Paola Macchiarella

In the heart of the Appalachian Mountains, at an altitude of about three hundred meters, there is Talcum, a small, independent village. Brian Ritchie and his family have been living for decades here, where there used to be mines. They have seen the development of economic decline, environmental decay and social violence. Local people are called hillbillies, which means yokels, rednecks, a name that has become their identity. Among them, there’s Brian himself, who lives trapped between a mythical past and a future with no perspectives. He is one of the last witnesses of an endangered world, which serves as the inspiration for this poetry.

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“THE LAST HILLBILLY” DI DIANE SARA BOUZGARROU E THOMAS JENKOE

Nel cuore degli Appalachi, a circa trecento metro di altezza sorge Talcum, un piccolo insediamento indipendente dall’amministrazione locale. Brian Ritchie e la sua famiglia vivono da decenni in questa zona, un tempo terra di miniere. Hanno visto svilupparsi un mix esplosivo di declino economico, disastro ecologico e violenza sociale. Li chiamano hillbillies, cioè bifolchi, zotici montanari, un insulto diventato per molti un segno identitario. Tra questi lo stesso Brian, che vive intrappolato tra un passato mitico e un futuro senza prospettive. È uno degli ultimi testimoni di un mondo in estinzione che, proprio per questo, ispira la sua poesia.

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“Je ne me souviens de rien” di Diane Sara Bouzgarrou

Quando nel dicembre del 2010 in Tunisia esplode la Primavera Araba, Diane è entusiasta. Le proteste di piazza, le urla, il tumulto, l’ira del popolo; pura energia per la giovane regista che, videocamera alla mano, si aggira per casa, esulta, festeggia, invoca libertà e rivoluzione. Con lei c’è suo padre, il signor Bouzgarrou, che però davanti all’obiettivo pare più freddo, meno coinvolto. Eppure è lui il vero tunisino, perché Diane è nata e cresciuta in Francia.

“Non ti sembra un po’ esagerata tutta questa eccitazione, Diane?” sembra dire in un passaggio lo sguardo inquieto di sua madre. “Voglio richiedere il passaporto tunisino” ribatte la figlia, “bipolare, bisessuale, da ora sarò anche binazionale”.

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