Archivi categoria: Universal

WHEN CINEMA IS GLOCAL

Article by Nicolò Pilon

Translated by Maria Bellantoni

The 22nd edition of the Glocal Film Festival, organised by the Associazione Piemonte Movie, will take place from the 10th to the 14th March 2023. The aim of this event is the promotion and diffusion of cinema made in Piedmont, but not only: the festival wants to promote local and global exchanges and contaminations, make room to Piedmontese artists with a global vision.

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QUANDO IL CINEMA E’ GLOCAL

Dal 10 al 14 marzo del 2023 si svolgerà la ventiduesima edizione del Glocal Film Festival, organizzato dall’Associazione Piemonte Movie. L’obbiettivo di questo evento è la promozione e la diffusione del cinema realizzato in Piemonte, ma non solo: il festival vuole promuovere scambi e contaminazioni locali e globali, dando spazio ad artisti piemontesi con una visione globale.

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 “LA OTRA FORMA” DI DIEGO FELIPE GUZMÁN

Da Orwell a Dick, da Brazil (Gilliam, 1985) a Flatlandia (Abbott, 1884), il lungometraggio d’esordio di Diego Felipe Guzmán, presentato in concorso alla ventiduesima edizione del ToHorror Film Fest, si rifà alle tradizioni fantascientifiche più tetre e alle tele cubiste più vivaci. Narrando di un futuro distopico ma non integralmente irrealistico, la stravagante animazione del film si rivela quale bizzarra ed eccentrica allegoria di un mondo odierno che saremo, forse, costretti ad abbandonare.

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“UNDEAD VOICES” BY MARIA IORIO AND RAPHAËL CUOMO; “È SOLO A NOI CHE STA LA DECISIONE” BY ISABELLA BRUNO

Article by Alice Ferro

Translated by Valerio Copponi

A Super 8mm amateur film, made in 1975, abandoned in the director’s basement for years, seriously damaged by the humidity coming from the lake near her house: this is the starting point of Undead Voices, the documentary by Maria Iorio and Raphaël Cuomo which aims to revive the feminist film Donne emergete! by Isabella Bruno. The story of Donne emergete! is shared by many films about militant feminism: «There was not enough interest in preserving them and they were considered unworthy» commented the curator and art historian Annamaria Licciardello, emphasising how this issue adds to that of the already limited number of feminists who have tried their hand at directing, in this historical period.

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“LA TRAVERSÉE” DI FLORENCE MIAILHE

Evanescente e al contempo materico, l’universo espressivo a cui l’animatrice Florence Miailhe dà forma con La traversée riesce a coniugare atmosfera fiabesca e crudo realismo, restituendo con estrema evidenza la forza di una storia universale, archetipica, quella di chi è costretto ad abbandonare la propria terra e, esule, si barcamena per arrivare altrove.

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TORINO 38 SHORTS

Article by Francesco Dubini

Translated by Nadia Tordera

Eighteen years after the last edition, the competitive section of short films returns to the Torino Film Festival. Two programs, twelve shorts chosen from more than 500 titles for six female directors and six male directors from all over the world. Very different talents compared to a heterogeneous parterre that combines a fascinating and precious variety of techniques and ideas. It is proof of the importance and strength of a complex and demanding genre capable of “giving back the cinematographic machine in a small way” at an international level, according to the recruiter Daniele De Cicco

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“RESURREZIONE” DI TONINO DE BERNARDI

Il consueto appuntamento con il cinema del regista Tonino De Bernardi nella sezione Onde rappresenta sempre un momento di riflessione sulla natura stessa dell’arte e sul più profondo scopo di quest’ultima. La carriera di De Bernardi è emblematica del cinema underground italiano, una realtà spesso non troppo valorizzata nel nostro Paese. “Il mio è un cinema nel tempo”, ha detto De Bernardi durante il Q&A al Reposi: un film realizzato con materiale girato dal 2009 al 2019 è al di fuori delle logiche produttive dell’industria cinematografica cosiddetta mainstream, ma anche di quella indipendente nel senso tradizionale. 

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“TITO” DI GRACE GLOWICKI

Già protagonista del film in concorso Raf (Harry Cepka), Grace Glowicki partecipa al Torino Film Festival anche in veste di regista con il suo primo lungometraggio, Tito.

Tito (interpretato dalla stessa Grace Glowicki) è un disadattato, un emarginato che, dopo aver subito una violenza, vive isolato nella sua casa arredata con un mobilio essenziale, perseguitato da suoni terrificanti e immaginari mostri che sembrano essere in agguato ovunque lui si trovi, tormentato da un malessere fisico che gli impedisce anche di mangiare. All’improvviso appare nella sua casa un “friendly neighbour” (Ben Petrie) – come viene presentato nei titoli di testa – che parla senza sosta, lo nutre, gli fa assumere sostanze stupefacenti e sembra, per un istante, sottrarlo alla sua solitudine e paura, prima di rivelarsi come un altro dei suoi carnefici.

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“TITO” BY GRACE GLOWICKI

Article by: Silvia Gentile
Translated by: Chiara Franceskin

Not only as the protagonist in the film Raf (Harry Cepka), Grace Glowicki also participates in Torino Film Festival as a director with her first feature film, Tito.

Tito (interpreted by Grace Glowicki herself) is a misfit, an outcast who, after having suffered violence, lives isolated in his house with sparing furniture. He is haunted by scary sounds and imaginary monsters that seem to be in ambush wherever he is. Tito is also tormented by a physical illness that prevents him even from eating. Suddenly a “friendly neighbour” (Ben Petrie) – as he is presented in the opening credits – appears in his house. He talks incessantly, and Tito feeds him, makes him take drugs, and, for a while, he seems to get him out of his solitude and fear, but actually he will reveal himself as another of his executioners.

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“NOW IS EVERYTHING” DI RICCARDO SPINOTTI E VALENTINA DE AMICIS

Opera prima dei due registi italiani realizzata grazie ad una produzione indipendente italo-americana. Nel cast spiccano, su tutti, Anthony Hopkins, Madeline Brewer e Camille Rowe. Si tratta di un film complesso, dal carattere fortemente sperimentale, che si articola su due principali livelli di lettura.

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“NOW IS EVERYTHING” BY RICCARDO SPINOTTI AND VALENTINA DE AMICIS

Article by: Sirio Alessio Giuliani
Translated by: Anna Benedetto

Debut film of two Italian directors, Spinotti and De Amicis, Now is Everything was made thanks to an Italian-American indie production, starring the talented Anthony Hopkins, Madeline Brewer and Camille Rowe. It is a rather complex film with various experimental elements in it, paving the way for two possible interpretations. 

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“IL GRANDE PASSO” DI ANTONIO PADOVAN

Alla sua seconda esperienza alla regia, dopo Finché c’è prosecco c’è speranza (2017), Antonio Padovan ci presenta un’opera che è un’insolita e atipica mescolanza di film dal sapore fantascientifico alla Spielberg e commedia tutta italiana, senza dimenticare l’influenza dei film di Carlo Mazzacurati, regista della sua stessa terra.

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“IL GRANDE PASSO” BY ANTONIO PADOVAN

Article by: Silvia Gentile
Translated by: Lucrezia Villa

After his debut as a director with Finchè c’è prosecco c’è Speranza (2017), Antonio Padovan presents his second film, which is an atypical combination along the lines of Spielberg’s science-fiction films and Italian comedies, not to mention the great influence of director Carlo Mazzacurati, with whom Padovan shares roots. 

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“Aquile Randagie” di Gianni Aureli

A pochi anni dalla presa del potere Mussolini impone tutte le organizzazioni e associazioni non fasciste di cessare le proprie attività e adattarsi alle linee imposte dal regime; fra quelle che devono cessare d’esistere viene incluso anche il movimento degli scout. Quando la notizia arriva a un gruppo di scout che opera nell’area della città di Milano, dopo un’iniziale rassegnazione, guidati dal carisma di Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, decidono di ribellarsi e continuare in segreto la loro routine improntata su solide regole, fondando il gruppo delle Aquile Randagie. Col passare degli anni e l’intensificarsi delle problematiche sociali, legate al secondo conflitto mondiale, spinti da alcune figure importanti per l’ambiente cattolico, fino al confronto diretto con il fondatore stesso del movimento scoutista (Robert Baden-Powell), capiscono che uno dei loro motti principali: «Per aiutare il prossimo in ogni circostanza.»; deve essere applicato su larga scala e, conseguentemente, unirsi alla Resistenza, affrontando tutte le difficoltà che questa scelta avrebbe comportato.

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“L’angelo del crimine” di luis ortega

L’attività criminale di Carlos Eduardo Robledo Punch inizia in una tranquilla giornata di marzo del 1971, a soli 19 anni. Carlitos – un viso angelico incorniciato da spumosi riccioli biondi – ha gli occhi curiosi di bambino e un grilletto sorprendentemente facile.

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“EVERYTHING IS BETTER THAN A HOOKER” DI OVIDIE

Quando si parla di Svezia, si parla della madre della Scandinavia. Si parla della nazione che ha guidato il nevoso settentrione, l’apice benestante della civiltà occidentale. È lo Stato Sociale per eccellenza, il modello da seguire. In Scandinavia un uomo che uccide settantasette persone (vedi Anders Breivik) è condannato a ventuno anni di carcere. È un sistema da emulare: hanno le scuole migliori, gli ospedali migliori, gli stipendi migliori… È una favola quasi utopica, sembra che nessuno stia male in Svezia. Ma Ovidie (che aprì IL Fish & Chips Festival nel 2018), l’occhio dietro la cinepresa di Everything is Better than a Hooker, vuole raccontare un’altra Svezia. 

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“IFIGENIA IN AULIDE” DI TONINO DE BERNARDI

Vi sono infiniti modi di accostarsi alla trasposizione cinematografica di una tragedia greca, ma quello adottato dal regista piemontese Tonino De Bernardi si è sempre distinto, a partire da Dèi del 1968 e da Elettra del 1987, per lo stretto legame con la realtà. Nel caso di questo lungometraggio, inserito non casualmente nella sezione Onde del Torino Film Festival, la realtà è la vera e propria protagonista della tragedia, e si manifesta attraverso le riprese effettuate da De Bernardi in diversi luoghi e tempi.

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“TYREL” BY SEBASTIÁN SILVA

Article by: Elisabetta Vannelli

Translation by: Laura Facciolo

Loneliness is an emotion that you can feel in an empty room as well as in a square full of people. It’s a reflection of the private feeling of inadequacy, a physical limit that it’s hard to overpass.

Sebastián Silva is a young Chilean director who is now committed in the United States. After presenting another film  called La nana (The Maid  2009), now he returns at the Torino Film Festival in the After Hours section with his film Tyrel (2018), which has been presented at the Sundance Film Festival in a world premiere. In the United States this film has been defined as “the new Get Out(Get Out, 2017, Jordan Peele). Tyler (Jason Mitchell) is an Afro-American boy who spends a weekend with a group of white guys, but he can’t fit in because he is black.

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“TYREL” DI SEBASTIÁN SILVA

La solitudine può emergere in una stanza vuota o in una piazza gremita di persone. È il riflesso di un’inadeguatezza interiore, un limite fisico difficilmente valicabile.

Sebastián Silva è un giovane regista cileno attualmente impegnato negli Stati Uniti. Già presente al Torino Film Festival, dove aveva presentato La nana (Affetti e dispetti 2009), Silva ritorna nella sezione After Hours con il film Tyrel (2018), proposto in anteprima mondiale al Sundance Film Festival e definito negli States “il nuovo Get Out” (Scappa-Get Out, 2017, Jordan Peele). Tyler (Jason Mitchell) è un ragazzo afroamericano che trascorre un week-end di baldoria insieme a un gruppo di “white guys”  ma che non riesce ad integrarsi per via della sua condizione di unico ragazzo di colore. Continua la lettura di “TYREL” DI SEBASTIÁN SILVA

“FIGURAS” DI EUGENIO CANEVARI

“Ti piacciono i film in bianco e nero? No? A me nemmeno”: questa la domanda di Valeria a sua madre Stella, proprio in un documentario girato interamente in bianco e nero. Il film nasce, come riferito dal regista Eugenio Canevari, al Q&A presso il Cinema Massimo, da una forte esigenza: dopo aver conosciuto Valeria e la sua difficile situazione familiare, Canevari sentì il bisogno di fare qualcosa per tre persone che si stavano misurando con un male come la SLA sostanzialmente senza aiuti da parte di alcuna istituzione. Il materiale è stato raccolto grazie ad un’osservazione giornaliera ed a lungo termine della realtà di Stella, una donna un tempo molto attiva e poi costretta ad essere aiutata in ogni parte della sua vita quotidiana dalla figlia e dal compagno Paco, a sua volta afflitto da problemi di salute; non è dunque stato preparato alcun copione, mentre il compito del regista è stato di unire degli elementi per creare una storia accessibile per il pubblico.

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