Secondo lungometraggio della regista canadese Tara Thorne, Lakeview si presenta nella categoria All The Lovers del 40° Lovers Film Festival come un soffio d’aria fresca. Con un cast tutto al femminile e un’atmosfera dramedy ben costruita, il film si distingue facendo del suo punto di forza una rappresentazione queer, e in particolare lesbica, che semplicemente esiste e si lascia guardare.
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“QUEERPANORAMA” DI JUN LI
Il nastro di Möbius è una particolare superficie con una sola faccia. Come già lo era Strade perdute di David Lynch, Queerpanorama – presentato allo scorso Festival di Berlino – è un’applicazione labirintica di questo principio matematico sull’infinitezza, in cui tutto si ripete, ma non ciclicamente, senza una netta distinzione tra il prima e il dopo, il passato e il presente, l’inizio e la fine.
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Article by Nicolò Cifarelli
Translation by Linh Carrara
The cold afternoon sun illuminates the pulsating arteries of Rome: in this body, instead of red blood cells, people flow, each with their own past, experiences and aspirations.
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Il sole freddo del pomeriggio illumina le arterie pulsanti di Roma: in questo corpo, al posto dei globuli rossi, scorrono le persone, ciascuna con il proprio vissuto, le proprie esperienze e aspirazioni.
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Article by Ludovico Franco
Translation by Martina Marino
In the opening lines of Swann’s Way (or The Way by Swann’s), Marcel Proust remembers how, as a child, he loved watching the images projected by the magic lantern: out-and-out apparitions that told stories, like a wavering and ephemeral glass wall. On a foggy hilltop near the border with Iran, the silhouettes of a man and a boy on horseback stand out: the young boy is checking a laptop screen, trying to connect to the internet to purchase the necessary equipment to revive an old analog projector, unearthed by a former projectionist from the USSR. However, the essential element needed to make the magic lantern work is missing: the light, provided by a simple yet elusive lightbulb.
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Nell’incipit della Strada di Swann, Marcel Proust ricorda come da piccolo amasse osservare le immagini proiettate dalla lanterna magica: vere e proprie apparizioni che raccontavano leggende, come in una vetrata vacillante e passeggera. Su un’altura avvolta nella nebbia al confine con l’Iran, si distinguono le silhouettes di un uomo e un ragazzo a cavallo: il giovane controlla lo schermo di un computer portatile, nel tentativo di connettersi alla rete internet e acquistare l’occorrente per riportare in vita un vecchio proiettore analogico, rispolverato da un ex proiezionista dell’URSS. Manca però l’elemento imprescindibile per far funzionare la lanterna magica: la luce, data da una semplice eppure introvabile lampadina.
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Article by Francesca Strangis
Translation by Federica Lozito
What would one sacrifice for a few crumbs of love after a lifetime of starvation? Perhaps even one’s own freedom. Madame Ida investigates the consequences of lack of love through a tale steeped in tragedy and rich with symbolism.
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Che cosa si può arrivare a sacrificare per ottenere qualche briciola d’amore dopo una vita di fame? Forse persino la propria libertà. Madame Ida indaga le conseguenze della mancanza d’amore attraverso un racconto dal respiro tragico, denso di simbolismi.
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Article by Silvia De Gattis
Translation by Giuditta Portaro
The life of little Emilio (Marco Fiore) moves between two different dimensions: on one hand, the concrete everyday life of a child in Fascist Italy in 1936; on the other, the adventures experienced by his hero, Sandokan, in the books his uncle gives him. But what happens when these two dimensions intertwine?
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La vita del piccolo Emilio (Marco Fiore) si muove tra due dimensioni differenti: da una parte, la concreta quotidianità di un bambino nell’Italia fascista del 1936; dall’altra, le avventure vissute dal suo eroe, Sandokan, tra i libri che gli regala suo zio. Ma cosa succede quando queste due dimensioni si intrecciano?
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Article by Orazio Oztas
Translation by Federica Lozito
“…(the nuns) taught us there are two ways through life: the way of Nature and the way of Grace. You have to choose which one you’ll follow.” This quote from Terrence Malick’s The Tree of Life could limpidly sum up the story of the shepherd Zhenping, the protagonist of the documentary The Shepherd, if the word “grace” were replaced with the word “love.”
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“… ci hanno insegnato che esistono due vie per attraversare la vita, la via della Natura e la via della Grazia. Tu devi scegliere quale via seguire”. Questa citazione da The Tree of Life di Terrence Malick potrebbe riassumere limpidamente la storia del pastore Zhenping, protagonista del documentario The Shepherd, se al posto della parola “grazia” si sostituisse il termine “amore”.
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Article by Giorgia Andrea Bergamasco
Translation by Vittorio Cavalli
I’m Not Everything I Want to Be is a biographical documentary in the second level: through the overlap of an extensive photographic archive and meticulously written personal diaries, the film retraces, step by step, from 1986 to the present day, the unceasing search for identity by Czech photographer Libuše Jarcovjáková.
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I’m Not Everything I Want to Be è un documentario biografico al quadrato: nella sovrapposizione di uno sconfinato repertorio fotografico e di diari personali minuziosamente redatti, il film ripercorre, tappa dopo tappa, dal 1986 a oggi, l’incessante ricerca identitaria della fotografa ceca Libuše Jarcovjáková.
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Article by Carlotta Profico
Translation by Martina Marino
A Man Imagined is an intimate and painful portrait of Lloyd, a homeless man with schizophrenia, who recounts his life from his childhood, moving between reality and imagination.
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A Man Imagined è un ritratto intimo e doloroso di Lloyd, clochard affetto da schizofrenia, che tra realtà e immaginazione racconta la propria vita fin dall’infanzia.
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Article by Pietro Torchia
Translation by Laura Cattani
If during the 42nd edition of the Turin Film Festival, dedicated to Marlon Brando, the audience had the opportunity to see again the most famous characters played by the actor on the big screen, the festival chose for its closure a film that abandons the vision of Brando as an actor, to show him as a person.
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Se nel corso della 42esima edizione del Torino Film Festival, dedicata a Marlon Brando, il pubblico ha avuto modo di rivedere i personaggi più celebri interpretati dall’attore sul grande schermo, a chiudere il festival è stato scelto un film che abbandona la visione di Brando come attore, per mostrarlo come persona.
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Article by Giorgia Andrea Bergamasco
Translation by Cinzia Di Bucchianico
Amy Adams fills the shoes of a monstrous new mother in Marielle Heller’s latest film, based on Rachel Yoder’s homonymous novel and presented out of competition for its Italian premiere at the Torino Film Festival.
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Amy Adams veste i panni di una mostruosa neo-mamma nel nuovo film di Marielle Heller, basato sull’omonimo romanzo di Rachel Yoder e presentato fuori concorso in anteprima italiana al Torino Film Festival.
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